Verfremdungseffekt

E ora sputo
che è un po’ come disseppellire.
La mia padronanza si spegne
e noi siamo già al buio.
Abbandonati
è finita.
Mi sporchi son felice
fottutamente felice
non ho nostalgia.

E ora sputo
che è un po’ come rinnegare.
Ho dimenticato me, le mie scorie di felicità.
Mi sto ammalando dilazionando gli addii
che tu chiami martellate al petto
e il chiodo che non entra mai del tutto.

E ora offendimi.
Dimmi
è luce riflessa
quella che mi fai vedere?
Feriscimi di luce tua
per strapparmi un sorriso.
Ecco.
Ora strappami un sorriso.

Ogni volta inquietudine
desolazione ogni volta
ogni volta tormento
tortura ogni volta
ogni volta ossessione
ansia ogni volta

ogni volta incubo
ogni volta
un male prossimo alla follia
ogni volta
morire
mentire ogni volta
decidere di sorridere
ogni volta ti guardo
fuggire da quello che credevi di essere.
Ogni volta dimentichi chi sono
per ripetermi chi sei.

Fra l’idea e la realtà,
il gesto e l’atto,
CADE L’OMBRA

Fra la concezione e la creazione,
l’emozione e la reazione,
CADE L’OMBRA

Fra il desiderio e lo spasmo,
fra la potenza e l’esistenza,
CADE L’OMBRA.

PIANGETE
URLATE
AFFANNATE
AMMAZZATEVI A VICENDA
FINGETE QUANTO CAZZO VI PARE
NELLA SPERANZA SOLTANTO DEGLI UOMINI VUOTI.

E’ questo il modo in cui finisce il mondo?
E’ questo il modo in cui finisce il mondo?
E’ questo il modo in cui finisce il mondo?

Non già con uno schianto ma con un piagnisteo.

*** Con l’ ombrosa collaborazione di Papà S. Eliot.