Ibis redibis non morieris in bello

Come possono queste mura racchiudere così tanti mostri?
Come possono queste parole contenere l’ammasso d’innocenza delle mie colpe?
Vedere soffrire
esserne la causa
dover fare niente
girarsi dall’altra parte
questo è il tuo compito
FARE MALE
FARE MALE
FARE MALE
proteggimi, proteggimi perché ho molto peccato
deridimi e piangimi addosso.
ma proteggiti.
il mostro deve morire.
Queste sono le mie rovine
Entri chi vuole, non troverà che solitudine riflessa nell’universo
delle mie immagini negli infiniti occhi degli infiniti volti degli infiniti corpi
nelle infinite colpe degli infiniti mostri.
Danza come un bimbo mostruoso, danza come un mostruoso padre di se stesso danza il massacro,
danza la morte.
Vittima e carnefice aspettano con trepidazione l’alba
dal buio il rumore uguale e discreto di quel passo
infiniti rumori uguali e discreti di quel passo
apro le braccia e ti aspetto.
Sono quasi felice.
Lo crederesti, Arianna, non mi sono quasi difeso.